Hamburger: dalle origini a…Google!

Dalle origini…

La versione più accreditata (nonostante tutti cerchino di accaparrarsi il primato di inventori!) sostiene che alla fine del 1800, sulle navi prese dagli emigranti europei dirette in America, venissero servite, per risparmiare tempo e denaro, polpette di carne cotte alla griglia servite tra due fette di pane .

Le navi facevano parte dell’ Hamburg Line e si ipotizza che di lì prese il nome il panino. Successivamente, sbarcati in America, gli emigranti continuavano a preparare queste polpette poco costose chiamandole hamburger steak e poi semplicemente hamburger, che in tedesco vuol dire “proveniente dalla città di Amburgo”.

Ma questa versione tutta dal sapore tedesco non va giù agli americani: la parlamentare Betty Brown ha infatti avanzato una proposta di legge per ufficializzare l’origine texana dell’hamburger , ma il provvedimento ha scatenato reazioni esplosive nel Connecticut , che da tempo ne reclama la paternità.

Altri sostengono che l’inventore dell’hamburger è Walter Anderson di Wichita, in Kansas . Walter è stato il primo, tra il 1915 e il 1916, a standardizzare la cottura alla griglia delle polpette, servite con fette di pane dolce.

…a Google!

Tira aria ambientalista in casa Google negli ultimi tempi, ma questa notizia proprio ci mancava!

Sergey Brin avrebbe infatti devoluto 250.000 dollari alla ricerca e alla creazione del primo hamburgerartificiale“.

Spieghiamoci meglio: Brin ha notato che per produrre 15 grammi di proteine (animali) ingeribili ce ne vogliono circa 100 (vegetali) per nutrire l’animale.
Con l’avvento degli hamburger creati interamente in laboratorio, secondo l’informatico, si ridurrebbe il fabbisogno d’acqua e pascoli del 90% e quello energetico del 70%.

hamburger_bio

Considerando inoltre che la popolazione, secondo le ultime stime, raggiungerà quota 9,5 miliardi entro il 2060, questi prodotti potrebbero rappresentare la soluzione per quando, inevitabilmente, la domanda di carne supererà l’offerta.